Il Burkina Faso, Boulsa e ISF
Situazione generale del paese e della zona di Namentenga, descrizione dei partner e dell'intervento di ISF.
Il Burkina Faso
Nome coloniale: Alto Volta
Popolazione: 12.603.185
Densità: 29 abitanti/km2
Capitale: Ouagadougou (824.000 ab.)
Forma di governo: Repubblica presidenziale
Moneta: Franco CFA
Lingua: Francese (ufficiale), dialetti etnici (Moree)
Religione: Animista 65%, Musulmana 25%, Cristiana 10%
Aspettativa di vita: 45,7 anni
Alfabeti: 24% della popolazione adulta
Problemi ambientali
Il Burkina Faso è uno dei tre paesi più poveri della Terra. Ha forti problemi ambientali causati da siccità, desertificazione e per l'azione di dilavamento del suolo delle piogge stagionali con forti ripercussioni sull'agricoltura. Solo il 13% del territorio è arabile e non vi sono raccolti permanenti,
la quantità di terreno irrigato è di circa 250 km2. Non ci sono bacini interni e l'unico fiume per la maggior parte dell'anno è in secca.
Popolazione
Il Burkina Faso ha una popolazione di 12.603.185 abitanti composta per la maggior parte di ragazzi sotto i 15 anni. Il tasso di crescita della popolazione è del 2,64%, nonostante la mortalità infantile sia del 10,53% e quella prenatale oltre il 46%. La mortalità media complessiva è del 1,7% di cui il 27% per malnutrizione solo il 25% della popolazione ha accesso all'acqua potabile. La speranza di vita alla nascita è di 46,78 anni per le donne e di 45,45 anni per gli uomini. Ogni donna Burkinabè in media mette al mondo 6,26 figli.
Situazione Igienico-sanitaria
La situazione igienico sanitaria è gravissima con pochissimi ospedali situati solo nei centri più grandi, le epidemie sono frequenti e la malaria è endemica. Il contagio da HIV colpisce il 6,44% della popolazione e oltre 350.000 persone in Burkina Faso vivono con l'HIV/AIDS. Secondo l'ONU, il Burkina Faso risulta essere il terzo paese più colpito dal virus.
Migranti/rifugiati
Alla fine del 2000 quasi un migliaio di rifugiati e persone richiedenti asilo viveva in Burkina-Faso (in particolare nella capitale Ouagadougou). Fino al 1998 il Burkina-faso era uno dei pochi paesi che aveva accordato una residenza permanente a quei rifugiati che non potevano stare a lungo in un altro paese africano. Migliaia di Burkinabè, emigrati negli anni 90 in Costa d'Avorio, sono stati obbligati nel 2000 a tornare sui loro passi per le pressioni anti-straniere. Alcuni di loro sono nati in Costa d'Avorio e pur essendo Burkinabè hanno pochi legami con il Burkina-Faso.
ISF-PISA IN BURKINA FASO
Un'esperienza di parternariato
ISF-Pisa sta portando avanti una collaborazione di parternariato col Centro Sviluppo Umano (CSU), una ONLUS di Viareggio che opera in Burkina Faso. Nel Marzo 2005 il CSU ha contattato ISF per chiedere una consulenza e una eventuale collaborazione per l'installazione di una parabola satellitare in Burkina per migliorare la connessione internet di un villaggio in cui si trova una associazione di volontariato (NASONGDO). ISF ha accolto con entusiasmo la richiesta e nel successivo mese di Agosto alcuni membri si sono recati in Africa e hanno svolto un sopralluogo per verificare le possibilità di intervenire, sia per quanto riguarda il progetto della parabola, sia per testare le eventuali possibilità di intervenire in altri ambiti, a breve o a lungo termine. Questo Agosto finalmente andremo a installare la parabola. Ovviamente un punto cruciale su cui soffermarsi a riflettere prima di intraprendere qualsiasi tipo di progetto è un'attenta valutazione sulle strategie di intervento. il presupposto fondamentale su cui si sono basate tutte le nostre riflessioni in questo senso è stata la volontà di rispettare il più possibile il contesto in cui ci siamo trovati a operare, e di intervenire in modo assolutamente non invasivo ed esclusivamente in linea con i progetti già nati spontaneamente dalle volontà locali. Partiti da tale presupposto, i contributi a livello tecnico che si possono dare per contribuire allo sviluppo delle attività locali già avviate sono molteplici. Si tratta di contributi sia di tipo informativo che di tipo pratico, che scaturiscono più o meno esplicitamente da parte delle esigenze locali.
Il CSU (Centro Sviluppo Umano)
Il Centro Sviluppo Umano è una associazione senza scopo di lucro nata a Viareggio nel marzo 1993. Ha cominciato ad operare in Benin, in Costa d'Avorio ed in Burkina Faso. Nel 1998 l'UNDP (United Nation Development Program) elaboro' una classifica provincializzata dell'indice di sviluppo umano per i paesi più poveri. L'emergenza maggiore per il paese è rappresentata dalla siccità. La maggior parte degli sforzi è infatti volta all'invio di mezzi e materiali per l'agricoltura e allo scavo di pozzi. Molti fondi sono anche indirizzati alla lotta all'analfabetizzazione e al miglioramento delle precarie condizioni sanitarie, alla lotta alla malaria e alla prevenzione dell'AIDS. Il CSU finanzia lo sviluppo di una associazione locale, nata nel 1971 nella provincia di Boulsa, capoluogo della provincia di Namentenga, e che si chiama NASONGDO (termine moree che vuol dire "aiutiamoci").
L'Associazione Nasongdo
L'associazione ha come obiettivo principale il miglioramento del tenore di vita della popolazione della zona, in particolare di quello delle donne. Gli obiettivi principali dell'associazione sono:
- Promuovere lo sviluppo di AGR (attività generatrici di ricavi) per l'autofinanziamento.
- Valorizzare e ripristinare l'ambiente circostante.
- Difendere gli interessi e i diritti della popolazione locale, in particolare di donne, bambini e disabili.
Gli interventi economici sono volti a portare avanti numerosi progetti:
- Avviamento di attività artigianali tramite microcrediti;
- Formazione di personale specializzato e inserimento dei disabili nel mondo del lavoro
- Creazione di pozzi per l'acqua potabile e miglioramento delle tecniche di irrigazione
- Rimboschimento e utilizzo di tecniche di coltivazione alternate per evitare l'inaridimento del terreno
- Creazione di centri di alfabetizzazione e di assistenza per i bambini.
in quest'ambito sono state intraprese numerose attività artigianali: una saponeria, una falegnameria, una officina meccanica per la riparazione di macchinari di vario genere, un ristorante e una sala multimediale dotata di quindici computer e di connessione internet. Sono stati allestiti inoltre, in 5 villaggi della provincia, dei centri di formazione femminile, che hanno istruito quasi trecento donne (molte delle quali disabili) nelle tecniche di lavorazione,tintura e ricamo di tessuti.