TEORIA ECONOMICA E GLOBALIZZAZIONE
aspetti economici e finanziari
Seminario tenuto sabato, 20 novembre 2004, dal prof. Pompeo Della Posta (universita' di Pisa).
Abstract
Le ragioni generalmente addotte a giustificazione del libero commercio riguardano i seguenti punti:
- in generale il protezionismo consente il mantenimento di rendite di posizione e penalizza i consumatori;
- la specializzazione produttiva e il libero commercio permettono di ottenere una maggiore produzione complessiva, come mostrato da Adam Smith alla fine del 1700, con la teoria dei vantaggi assoluti e da David Ricardo, agli inizi del 1800, con la sua teoria dei vantaggi comparati;
- la storia dellEuropa ci dice che quando si scambiano merci non ci si fa la guerra e non nascono nazionalismi esasperati e dittature.
Il libero commercio, tuttavia, può essere anche fonte di conflitti e problemi, come mostrano i recenti movimenti di opposizione contro le forme dell'attuale globalizzazione. [...] In generale, molte delle controversie sembrano nascere dal fatto che la teoria economica sia applicata in maniera asimmetrica o impropria. E' possibile citare numerosissimi esempi in tal senso:
- i paesi sviluppati reclamano a gran voce il libero commercio, ma quando si tratta di essere sfidati dalla concorrenza sui prodotti agricoli da parte dei PVS, sono i primi a non voler eliminare i dazi;
- la liberalizzazione del movimento dei capitali, basata teoricamente sull'idea che i capitali debbano essere liberi di spostarsi dove il loro impiego risulta più efficiente, nella realtà attuale è relativa soprattutto al movimento dei capitali a breve termine, incapace di garantire il compimento di programmi di sviluppo di lungo termine;
- sembra paradossale, poi, che la liberalizzazione riguardi il fattore capitale, ma non laltro fattore produttivo per eccellenza: il lavoro!