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You are here: Home Attività Formazione La sindrome dello sviluppo (in)sostenibile TEORIA ECONOMICA E GLOBALIZZAZIONE
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TEORIA ECONOMICA E GLOBALIZZAZIONE

by Giorgio Guzzetta last modified 2006-10-07 03:19

aspetti economici e finanziari


Seminario tenuto sabato, 20 novembre 2004, dal prof. Pompeo Della Posta (universita' di Pisa).


Abstract

Le ragioni generalmente addotte a giustificazione del libero commercio riguardano i seguenti punti:

  • in generale il protezionismo consente il mantenimento di rendite di posizione e penalizza i consumatori;
  • la specializzazione produttiva e il libero commercio permettono di ottenere una maggiore produzione complessiva, come mostrato da Adam Smith alla fine del 1700, con la teoria dei vantaggi assoluti e da David Ricardo, agli inizi del 1800, con la sua teoria dei vantaggi comparati;
  • la storia dell’Europa ci dice che quando si scambiano merci non ci si fa la guerra e non nascono nazionalismi esasperati e dittature.

Il libero commercio, tuttavia, può essere anche fonte di conflitti e problemi, come mostrano i recenti movimenti di opposizione contro le forme dell'attuale globalizzazione. [...] In generale, molte delle controversie sembrano nascere dal fatto che la teoria economica sia applicata in maniera asimmetrica o impropria. E' possibile citare numerosissimi esempi in tal senso:

  • i paesi sviluppati reclamano a gran voce il libero commercio, ma quando si tratta di essere sfidati dalla concorrenza sui prodotti agricoli da parte dei PVS, sono i primi a non voler eliminare i dazi;
  • la liberalizzazione del movimento dei capitali, basata teoricamente sull'’idea che i capitali debbano essere liberi di spostarsi dove il loro impiego risulta più efficiente, nella realtà attuale è relativa soprattutto al movimento dei capitali a breve termine, incapace di garantire il compimento di programmi di sviluppo di lungo termine;
  • sembra paradossale, poi, che la liberalizzazione riguardi il fattore capitale, ma non l’altro fattore produttivo per eccellenza: il lavoro!


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