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isf-it.03/04/07

by Samuele Catusian last modified 2007-11-03 23:28

Verbale della riunione su ISF Italia del 3 aprile 2007

h.22, Rebeldìa
Presenti: Samuele Catusian, Antonello Cocco, Danilo Grisolia, Giorgio Guzzetta, Tullia Martelli, Francesco Panicucci, Cinzia Scicchitano, Giacomo Scotto, Maurizio Villani


1. Storia del Coordinamento Nazionale

Per introdurre le tematiche che riguardano la costruzione della struttura di Ingegneria Senza Frontiere - Italia, Samuele e Giorgio presentano la storia del Coordinamento Nazionale (CN), che viene riassunta in questa pagina.


2. Risultati del CN di Ancona - 03/04 marzo 2007

Per il prossimo week-end nazionale il CN ha proposto che i soci discutano all'interno dei seguenti gruppi:


  • gruppo supporto alle sedi, a cui è stata assegnata la massima priorità tra quelli individuati nello scorso week-end nazionale di Albugnano;
  • gruppo di CN, che cerchi di individuare dei possibili strumenti finalizzati ad evitare che si ripetano situazioni di empasse come quella di quest'anno (v. storia) e che eventualmente definisca un mandato più forte per il coordinamento e le modalità per approvarlo.


Questi primi due gruppi riguardano la costruzione di ISF-Italia per gli aspetti più burocratici e strumentali.


  • condivisione di aree tematiche: si individuano delle aree su cui siano stati fatti progetti da diverse sedi (es. Energia, Acqua, ICT) e ciascuna sede racconta i contenuti della propria attività tramite un "referente" che dovrà essere designato dalla sede;
  • condivisione su aree geografiche: analogo al precedente, ma concentrato su regioni geografiche su cui le ISF lavorano nell'ambito di progetti di cooperazione (es. Burkina Faso, oppure Africa Occidentale, Perù oppure Regione andina).


Questi ultimi due gruppi mirano alla costruzione di ISF-Italia per quanto riguarda gli aspetti tecnici e di conoscenza comune.


Inoltre, vista l'importanza della partecipazione nella struttura non gerarchica, tipica sia di quasi tutte le ISF, che della struttura nazionale fino ad oggi, un gruppo nazionale di volontari si sta occupando di organizzare una conferenza, tenuta un esperto, che si traduca subito dopo in delle simulazioni interattive a gruppi da parte dei partecipanti. I risultati di queste simulazioni saranno condivisi in assemblea plenaria e serviranno come input per il CN e gli altri gruppi di lavoro nazionali, per comprendere il significato che le varie ISF danno al concetto di partecipazione.


Ci saranno inoltre degli incontri relativi ad alcuni strumenti pratici, come il gruppo ICT nazionale, la redazione del giornalino di ISF-Press, il gruppo che sta iniziando a occuparsi del merchandising nazionale (magliette, logo).


3. Compiti per le sedi locali

Per collaborare all'organizzazione del week-end ciascuna sede deve:

  • individuare dei soci che partecipino all'organizzazione della conferenza sulla partecipazione, tramite l'iscrizione nella lista nazionale del gruppo "Condivisione dei principi". Samuele e Giorgio stanno già seguendo i lavori, ma la partecipazione di altre persone è incoraggiata;
  • individuare le aree tematiche e geografiche su cui la sede è attiva, con un voto da 1 a 3 proporzionale al livello di esperienza sull'attività. Per ISF-Pisa indichiamo la tabella seguente

Aree geografiche Aree tematiche
Burkina Faso Perù Sud Locale Energia TIC
3 1 1 2 3

  • individuare eventuali referenti per raccontare la nostra esperienza progettuale, dopo che le aree tematiche e geografiche saranno selezionate a livello nazionale (quelle su cui più sedi avranno indicato un'esperienza).


4. Discussione su ISF-Italia

Premessa: con questa assemblea si apre auspicabilmente una fase di confronto interno a ISF-Pisa su quello che dovrà essere ISF-Italia secondo noi; tale confronto non è stato ancora avviato per mancanza di risorse o di interesse da parte dei soci finora partecipanti. Esso parte notevolmente in ritardo rispetto a quanto già fatto negli ultimi 3 anni a livello nazionale, e risente dell'accumulo di informazioni che può disorientare chi non ha seguito passo per passo le vicende.

Si propone di iniziare una discussione informale a partire dalle considerazioni che ISF-Genova ha proposto nel 2005 su vantaggi e svantaggi delle varie configurazioni possibili di ISF-Italia (es. grande ONG unitaria, rete di associazioni con identità condivisa, associazioni indipendenti ma collegate da strumenti di produttività). Naturalmente, come fa notare Antonello, il documento di ISF-Genova coglie solo aspetti parziali e di importanza ormai relativamente marginale rispetto alle questioni in discussione oggi a livello nazionale: tuttavia, si conviene che il documento dà degli spunti adeguati per iniziare a formarci una coscienza condivisa sulle nostre aspettative.

Giacomo ha posto il problema se ISF debba rimanere un'associazione nella quale si può lavorare solo a titolo volontario, e quindi prevalentemente solo da universitari, o se si debba lavorare per aprire la strada a un impiego professionale degli ingegneri nella cooperazione internazionale.

Tullia, in riferimento alla possibilità che le sedi locali debbano cedere parte del proprio potere decisionale rispetto a un organismo centralizzato, ritiene che lo status attuale di associazioni del tutto indipendenti debba essere mantenuto; quello che deve essere fornito da una struttura nazionale sono principalmente gli strumenti per migliorare la produttività delle associazioni locali; Maurizio concorda, non vedendo la necessità di una istituzione sovrastante che abbia il diritto di bloccare le azioni delle singole sedi.

Giorgio fa notare che è importante prevedere in anticipo dei criteri per prendere, a livello di singola sede, decisioni che possono riguardare l'interesse comune (es. adesione come sede locale a una manifestazione boicottata da altre); ciò allo scopo di prevenire e ridurre i conflitti tra le associazioni. Inoltre, è necessario stabilire delle regole per discutere i conflitti che nascono, e risolverli. Samuele fa presente che l'orientamento attuale delle ISF e del CN è quello di puntare a una rete più interdipendente, piuttosto che di preservare a tutti i costi l'assoluta indipendenza delle ISF; tra l'altro egli è d'accordo con questo orientamento.

Danilo sottolinea l'importanza che le associazioni abbiano un forte impatto dal punto di vista delle attività e della sensibilizzazione, e quindi che bisogni puntare principalmente a garantire gli strumenti che aumentino la produttività, lasciando per il futuro meno immediato le considerazioni sulla struttura burocratica e sugli aspetti politici.


Dal momento che gli "strumenti di produttività" sembrano l'interesse maggiore dei presenti rispetto a ISF-Italia nel breve termine, e che questa è una delle attenzioni attuali anche del CN e delle altre sedi, si propone di approfondire questi argomenti nella prossima riunione, mantenendo però uno spazio di discussione anche sulle aspettative di lungo termine.


5. Varie ed eventuali

Al week-end di Ancona bisognerà anche individuare la sede che organizzerà il prossimo week-end nazionale. Giorgio suggerisce di valutare, da qui al week-end nazionale, la possibilità di offrire la disponibilità come sede, eventualmente chiedendo a ISF-Firenze di dividerci il lavoro. Ciò in considerazione del fatto che tutte le sedi consolidate (eccetto Trento e, appunto, Firenze) l'hanno già organizzato in passato, e che le sedi nuove potrebbero non rendersi disponibili. L'organizzazione del week-end nazionale richiede una buona programmazione, e di dedicarvi buona parte delle risorse che sarebbero normalmente destinate ai progetti più tecnici; d'altra parte, è un servizio di cui stiamo usufruendo nel corso degli anni dalle altre sedi e rispetto al quale dovremmo rapportarci con senso di responsabilità.

Eventualmente, potremmo decidere di limitarci, per il momento, all'organizzazione di un incontro di CN, che richiede uno sforzo organizzativo notevolmente minore.

 

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