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Storia di ISF Italia

by Samuele Catusian last modified 2007-04-04 22:11

Storia di ISF Italia aggiornata all'aprile 2007 (pre-Ancona 2007)


Storia di ISF-Italia, aggiornata all'aprile 2007 (dopo l'incontro di Coordinamento Nazionale di Ancona del 3-4 marzo, prima del WE Nazionale di Ancona del 2007).


1996-97

Nascono come associazioni indipendenti le prime sedi ISF italiane, Torino e Roma, che da subito iniziano ad avere contatti informali;


1997-2003

Si aggiungono le sedi di Genova, Trento, Bari, Firenze, e si continuano a organizzare degli incontri di 'coordinamento nazionale' in modo informale; questo organo, che non ha tuttora alcun potere decisionale, ha avuto solo il mandato di organizzare i week-end nazionali dei soci, tenere i contatti tra le 6 sedi e seguire le nuove sedi che cominciavano a nascere.


2003-2004

In questi anni avviene il boom di Ingegneria Senza Frontiere: nascono 13 nuove sedi, sempre in modo indipendente e aventi come unico elemento condiviso la Carta dei Principi. Per poter gestire i lavori, si decide di consigliare alle nuove sedi di consolidarsi prima di voler partecipare alle riunioni di CN e di ridurre da tre a due (più un eventuale uditore) il numero di coordinatori nazionali per sede. Nel 2004, su spinta delle numerose sedi presenti al week-end nazionale dei soci tenutosi a Genova, propone che nel corso del 2004 e fino al week-end nazionale di Lecce del 2005 le varie sedi iniziassero a discutere al loro interno del documento "Verso ISF-Italia", nella quale si chiedeva a ciascuna di descrivere gli obiettivi e le modalità che animano i loro progetti, distinti nelle due categorie fondamentali "progetti di formazione" e "progetti di cooperazione allo sviluppo". Nel 2004 ISF-Pisa viene invitata a partecipare alle riunioni di CN.


2005

Al week-end nazionale di Lecce molte delle sedi nuove, tra cui Napoli e Milano, manifestano apertamente il disagio verso la "chiusura" del coordinamento nazionale alle sedi più anziane e chiedono che tutte le sedi possano partecipare da subito. Si decide di aprire il coordinamento, scelta però che avrebbe obbligato a una ridefinizione del modo di lavorare del coordinamento stesso per poter gestire un numero improvvisamente così alto di partecipanti.

Contemporaneamente, si istituisce un "tavolo tecnico" formato da rappresentanti di tutte sedi, avente l'obiettivo di riassumere in un unico documento il lavoro dei workshop del week-end di Lecce: i soci si sono confrontati da un lato sui documenti "Verso ISF-Italia" prodotti da 11 delle 19 sedi attive (Pisa NON ha contribuito), e dall'altro sugli approcci di ciascuna sede ad alcune tematiche più precise: il rapporto con l'Università, la gestione di collaborazioni con altre associazioni e con altre ISF, la possibilità di creare dei gruppi nazionali su temi tecnici (Energia, Acqua, Responsabilità dell'ingegnere...). Il risultato del documento prodotta dal tavolo tecnico è contenuto nel numero speciale di ISF-Press, la rivista ISF nazionale, di cui sono disponibili copie in stanzina.


2006

Vista la necessità di una struttura nazionale più complessa per gestire le esigenze di così tante sedi, il CN propone che al week-end nazionale del 2006 (svoltosi ad Albugnano, Torino) i soci discutano sui 5 elementi che una rete nazionale avrebbe dovuto garantire in modo prioritario:

- supporto alle sedi (sia nascenti che già attive)

- comunicazione delle informazioni (sia tra le sedi che verso l'esterno)

- condivisione dei principi (strumenti per la condivisione nelle interpretazioni della carta dei principi e, nel lungo termine, per la sua rielaborazione)

- pianificazione delle attività (per far sì che le sedi possano agire su degli obiettivi coerenti)

- visibilità&rappresentatività (aumentare la visibilità delle sedi locali tramite materiale comune a livello nazionale (es. logo), garantire che le scelte fatte a nome di ISF-Italia siano rappresentative della volontà comune delle sedi).

Le proposte concrete avanzate dai soci durante il week-end di Albugnano per mettere su questi strumenti richiedevano l'istituzione di gruppi di lavoro a livello nazionale, e quindi a ciascuna sede delle notevoli risorse. Inoltre, molti degli strumenti proposti erano trasversali a più aspetti (es. per stabilire metodi per la "pianificazione comune" erano necessarie informazioni che sarebbero servite anche al gruppo "comunicazione). Alla fine del week-end di Albugnano si stabilisce che, prima di far partire i gruppi di lavoro, sarebbe stato necessario un incontro di CN per accorpare le attività trasversali e, se necessario, stabilire delle priorità di azione.


2007

Per motivi organizzativi, in parte legati alla mancanza di una persona esplicitamente incaricata di convocare il CN, il primo incontro di CN successivo al week-end di Albugnano è stato quello di Ancona del 3 e 4 marzo scorsi. Nel frattempo alcuni gruppi (pianificazione, visibilità&rappresentatività), vista l'impasse del coordinamento, hanno cominciato a lavorare sulle proposte venute fuori dal week-end e a raccogliere informazioni dalle sedi.

Al CN di Ancona è stato tra l'altro necessario stabilire i contenuti del prossimo week-end nazionale (Ancona, 25-27 maggio) e non è stato possibile affrontare la questione dei 5 gruppi di lavoro venuti fuori ad Albugnano.

 

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